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Reddito di Base Incondizionato: Una via di uscita dalla crisi o un’utopia?? Con Sepp Kusstatscher e Marco Dalbosco

Venerdì, 03/05/13, Casa della Cultura/Mairania, via Cavour 1, ore 20:30.
In molti paesi ricercatori, attivisti e, talvolta, politici hanno lavorato per decenni al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di un reddito di base incondizionato. Bisogna ammetterlo: senza molto successo, almeno a livello strettamente politico. Questo non significa che l’idea del reddito di cittadinanza non si stia diffondendo in tutto il mondo, al contrario! Sepp Kusstatscher è co-fondatore dell‘Iniziativa europea per un RBI che sta raccogliendo firme in tutta Europa per portare il RBI all’attenzione del Consiglio UE.

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Bedingungsloses Grundeinkommen: Weg aus der Krise oder Utopie? Mit Sepp Kusstatscher und Marco Dalbosco

Freitag, 03.05.13 , Haus der Kultur/Mairania, Cavourstraße 1, 20.30 Uhr.

infoabendIn vielen Ländern arbeiten Wissenschaftler, Aktivisten und manchmal auch Politiker schon seit Jahrzehnten daran, die Notwendigkeit eines Bedingungslosen Grundeinkommens im öffentlichen Bewusstsein zu verankern. Zugegebenermaßen bisher leider noch nicht mit dem wünschenswerten Erfolg, zumindest auf der politischen Ebene.
Das bedeutet aber nicht, dass die Idee eines Bedingungslosen Grundeinkommens sich nicht weltweit verbreitet, ganz im Gegenteil! Sepp Kusstatscher ist Mitbegründer der europaweiten Bürgerinitiative für ein BGE. Die Initiatoren der Initiative wollen die Realisierbarkeit eines europaweiten Bedingungslosen Grundeinkommens aufzeigen; das BGE soll nach ihrer Vorstellung den modernen Wohlfahrtsstaat nicht ersetzen, sondern diesen von einem kompensatorischen in einen emanzipatorischen Wohlfahrtsstaat umgestalten.
Ein emanzipatorisches Bedingungsloses Grundeinkommen ist in diesem Sinne durch folgende Kriterien definiert: Universell; Individuell; Bedingungslos; Genug, um ein Leben in Würde zu gewährleisten und eine Beteiligung an der Gesellschaft zu ermöglichen.

L’insensibilità della maggioranza nei confronti della Consulta degli stranieri

marco008Il consigliere Marco Dalbosco si dimette dall’incarico di consigliere di collegamento con la Consulta degli stranieri.

Nella seduta del Consiglio comunale di ieri, mercoledí 27/02/13, il Consigliere comunale dei Verdi Marco Dalbosco ha rassegnato le proprie dimissioni da consigliere di collegamento con la Consulta degli stranieri dopo che il vicesindaco Balzarini ha annunciato la bocciatura da parte della maggioranza di una mozione del PD per istituire la figura del consigliere aggiunto.
La proposta di permettere ad un rappresentante della Consulta di partecipare (senza diritto di voto) alle sedute del Consiglio comunale era stata fatta in settembre dalla Consulta stessa. Balzarini aveva fatto capire che la cosa era possibile.
Dalbosco: „Non ho portato in Consiglio comunale il tema, per dare il tempo alla maggioranza di preparare una proposta. Gli amici del PD hanno presentato una mozione al riguardo e hanno fatto bene. Perché nel dibattito di ieri sera è risultato chiaro che la maggioranza non ha nessuna intenzione di affrontare il tema ma cerca solo di guadagnare tempo. Come d’abitudine il vicesindaco non dice di no, ma la tira per le lunghe e rimanda di sei mesi in sei mesi. Ormai è chiaro che al di là delle belle parole, non c’è l’intenzione di fare questa piccola riforma (a costo zero) che avvicinerebbe i nuovi meranesi alle nostre istituzioni.“
Quale la scusa? Le elezioni della nuova Consulta in dicembre sono fallite per la scarsa partecipazione. Il vicesindaco ha detto che affronterà il tema con la nuova Consulta quando sarà eletta.
Dalbosco: „Ma si è mai chiesto perché molti stranieri hanno poca considerazione della Consulta? Perché, dicono, non conta nulla. Ora negare la possibilità ad un rappresentante della Consulta di partecipare alle sedute equivale ad un nuovo schiaffo alla Consulta. E questo sarebbe il modo di aiutarla e valorizzarla?“
A questo punto Dalbosco ha presentato al Presidente del Consiglio comunale le dimissioni dall’incarico di consigliere di collegamento con la Consulta.
„Se il vicesindaco e l’amministrazione li vuole prendere in giro, io non ci sto più!“

Mehrheit schwächt Ausländerbeirat

Mehrheit lehnt Vertretung des Ausländerbeirats im Gemeinderat ab
Marco Dalbosco (Grüne) will nicht mehr als Verbindungsglied zum Ausländerbeirat dienen. Erwartungen werden enttäuscht.
Grüne verlangen Taten und keine leeren Worte

Der Meraner Gemeinderat hatte zwei Gemeinderäte damit beauftragt, die Arbeiten des Ausländerbeirats zu begleiten. Im September letzten Jahres hatte der Ausländerbeirat den Vorschlag an die Verwaltung gerichtet, einem Vertreter die Möglichkeit einzuräumen an den Sitzungen des Gemeinderates teil zu nehmen, natürlich ohne Stimmrecht.
Vizebürgermeister Balzarini hatte eine gewisse Bereitschft signalisiert.
Als das Thema gestern auf Antrag des PD behandelt wurde, war es mit der Bereitschaft vorbei. Die Mehrheit lehnte den Antrag ab. Man wolle das Thema erst nach der Neuwahl des Ausländerbeirats aufgreifen, so Vizebürgermeister Balzarini.
Dalbosco: „Er gibt sich demokratisch, aber es ist nur eine faule Ausrede. Eine solche Vertretung hätte nichts gekostet und hätte den Beirat aufgewertet. Kein Wunder, dass viele Ausländer nicht viel vom Beirat halten. Schöne Worte und sonst nichts. Unter diesen Umständen kann ich nicht weiterhin als Verbindungsglied zum Beirat arbeiten. Als Mitglied des Gemeinderats schäme ich mich für das Vorgehen der Mehrheit gegenüber den neuen Mitbürgern.“
Er gab gestern seinen Rücktritt als Verbindungsglied bekannt. Bereits im Vorjahr war Peter Enz aus der selben Funktion zurück getreten.
Die Grünen verlangen ein Umdenken der Verwaltung und konkrete Schritte.

HAUSHALTSDEBATTE IM MERANER GEMEINDERAT

Gemeinderatsfraktion der GrünenAlles wie gehabt: SVP deckt Freunderl- wirtschaft (Antrag Ensembleschutz), ist taub für soziale Anliegen (Anwendung der IMU) und demokratische Spielregeln (Transparenz und Kompetenz bei Wahl von Verwaltungsräten).

Mit beispielloser Arroganz versenkte die SVP und ihre treuen Koalitionspartner gestern alle Anträge der Opposition zum Haushalt, die auf den Schutz der Ensembles, auf soziale Anliegen, auf Wahrung von Transparenz und demokratischer Spielregeln und auf eine Aufwertung der Frauen ausgerichtet waren. Selbst die Bitte, die Fraktionssprecher über die Entwicklung der MEMC und die Lage der Arbeiter (Antrag Augscheller) zu informieren, wurde abgelehnt.

Untragbar ist vor allem die Ablehnung des Antrags der Grünen, sich gegen die vom Land beschlos­sene Aufhebung des Ensembleschutzes für einige „Auserwählte“ zur Wehr zu setzen. Die Grünen bedanken sich explizit bei Frau Angelika Margesin für ihre offizielle Zustimmung zum Antrag der Grünen, während der „Heimatpfleger“ Hörwarter den Antrag kommentarlos abgelehnt hat.  Anerkennung geht an Frau Ladurner, die gemeinsam mit Frau Margesin dem Antrag der Grünen zur stärkeren Berücksichtigung von Interessen der Frauen (Gender budgeting) im Haushalt zugestimmt hat.

Für den Antrag der Grünen, keine öffentlichen Gelder für das zweifelhafte Kamel-Spektakel zur Verfügung zu stellen, fanden sich keine Unterstützer in der SVP. Der sogenannte Sozialflügel in der SVP scheint offensichtlich nicht der Meinung zu sein, dass in wirtschaftlich kargen Zeiten öffentliche Gelder vor allem für soziale Anliegen einzusetzen sind. Absolut untragbar ist auch die Ablehnung des Antrages von Max Boriero (Grüne), der auf die Notwendigkeit hinwies, bei Entsendungen von Vertretern in die Verwaltungsräte von gemeindebeteiligten Gesellschaften auf Transparenz und Kompetenz zu achten und dazu ein Reglement auszuarbeiten.

Die SVP hat aus den letzten politischen Skandalen (SEL, „Kaufleute aktiv“) offensichtlich überhaupt nichts gelernt: der Kampf um die Machterhaltung wird unerbittlich und mit allen Mitteln ausgetragen.

Cristina Kury

INCORREGGIBILI: DISCUSSIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE IN CONSIGLIO COMUNALE

Gli incorreggibili: la SVP ricade, dopo qualche lacrima di coccodrillo, nel suo solito sistema nepotistico (favori agli amici nella tutela degli insiemi), è sorda ai bisogni sociali (applicazione dell’IMU), si irrita ogni volta che sente parlare di democrazia (trasparenza e competenza nella nomina dei consigli di amministrazione), ragiona in termini di una primitiva contrapposizione etnica (scuola e settimana corta).

Alla fine di un dibattito sul bilancio di previsione, condotto in gran parte in modo costruttivo e corretto, la SVP è ricaduta nei soliti schemi di comportamento arroganti e tronfi, assecondata purtroppo senza fiatare dai partner di giunta italiani: tutti i documenti presentati ed illustrati con dovizia di particolari e spiegazioni da parte delle opposizioni (Verdi e Rifondazione) sono stati affondati senza che da parte del sindaco o dai capigruppo della maggioranza sia stata dato un minimo di motivazione. Affondata il documento sulla Tutela degli insiemi, affondato quello sulla trasparenza e la competenza nella nomina dei consigli d’amministrazione delle società controllate, affondato perfino – nonostante il voto favorevole di due delle consigliere SVP donne (su tre) – il documento sulla valorizzazione delle pari opportunità. Affondato tutto, senza eccezioni! Perfino la richiesta del consigliere Augscheller (RC) mirante semplicemente ad un’informazione aggiornata sugli sviluppi della crisi MEMC è stato respinto senza che il Sindaco si sia sentito in obbligo di fornire una parola di motivazione.

Particolarmente grave ci sembra il fatto che sia stato respinto il documento dei Verdi che chiedeva al Sindaco di ricorrere contro il favore fatto da parte della Giunta provinciale a tre persone vicine alla SVP che (uniche!) si sono viste accolte il ricorso contro l’inclusione dei loro immobili nel Piano di tutela degli insiemi. Le regole valgono per tutti ma non per gli amici degli amici. Ringraziamo però la consigliera Angelika Margesin che ha avuto il coraggio di appoggiare apertamente il documento dei Verdi.

La stessa consigliera, insieme alla collega Ladurner, ha votato anche a favore del documento dei Verdi che chiedeva la graduale introduzione nel bilancio meranese del „gender budgeting“, cioè di una valutazione anche finanziaria delle misure previste in bilancio in termini di impatto sui generi. (Principio invece accolto ed implementato a Bolzano).

Triste spettacolo quello offerto dai partner italiani della SVP che, a parole, si sono detti d’accordo con molte questioni sollevate dalle opposizioni (sui consigli d’amministrazione, sull’imposizione della settimana corta a scuola), ma poi al momento del voto si sono allineati senza motivazioni e senza eccezioni ai diktat della SVP. Quale valore possano avere le sparate sui giornali di Italia dei Valori e Lega sulla legalità e di Balzarini sull’autonomia della scuola nella scelta tra settimana di sei giorni e settimana corta lo si è visto ieri: mancanza di idee, mancanza di coraggio, servile e supina accondiscendenza nei confronti della Volkspartei.

A conclusione di tre giorni di dibattito condotti dalle opposizioni con senso di responsabilità e con la ricerca costante di un dialogo costruttivo nell’interesse della città in un momento di crisi, ha avuto – purtroppo – il sopravvento il riflesso condizionato che caratterizza la SVP (prontamente seguita da Balzarini e co): difendere l’indifendibile, bocciare tutto ciò che possa ristabilire legalità e eguaglianza, regole e democrazia.

La difesa ad oltranza di un sistema di collusione e nepotismo – che i recenti fatti intorno allo scandalo “Kaufleute aktiv” hanno finalmente messo in luce – continua. Incorreggibili!

Marco Dalbosco

Verkehrte Verkehrspolitik der Gemeinde Meran

Freie Fahrt für Autos – weg mit Bussen, Radfahrern und Fußgängern. So lässt sich die neue Verkehrspolitik des BM Januths und seiner Stadtregierung zusammenfassen. Und sie ist doch nicht eine neue sondern die alte, die jetzt voll zum Tragen kommt.
Es ist genau die Verkehrspolitik, die ihm den Bürgermeistersessel gebracht hat, als er noch unter Bürgermeister Alber, mit Hilfe der italienischen Rechten und gegen die Regierungspartner Grüne und Mittelinks, die zentrumsnahe Trasse der Umfahrung – des Küchelbergtunnels – in einem Handstreich durchboxte.
War er zwischen 2005 und 2010 noch durch die Partner der PD gebremst, kann er jetzt seine „Vision“ konsequent umsetzen. So sollen die Busse aus dem Stadtinneren verschwinden, es gibt eh schon so viele Parkplätze in unmittelbarer Zentrumsnähe – und es werden noch mehr werden. So sollen Wohnstraßen wieder zu Durchfahrtsstraßen werden: So geschehen in der Otto-Huber-Straße. Fahrradwege werden keine gebaut. Dort wo sie bestehen, werden sie verdrängt – siehe der zweispurige Abschnitt der Otto-Huber-Straße. Verkehrsberuhigte Straßen werden wieder für den Durchfahrtsverkehr geöffnet und dabei geschützte Radstrecken eliminiert: So geplant in der Tennisstraße.
In den letzten Tagen kam dann eine verblüffende Aussage hinzu – eigentlich nur eine konsequente angesichts der januthschen „Vision“: Wir bauen die Tiefgarage am Kapuzinergarten – also weitgehend mit öffentlichen Geldern, was allen Beteuerungen der vergangenen Jahren und einem einstimmigen Votum des Landtages widerspricht. Schwierig sei es nicht, denn man brauche nur die bestehende Plazatiefgarage zu vergrößern und sie an den Tunnel anzuschließen. Somit wird es de facto eine Ausfahrt in unmittelbarer Zentrumsnähe geben. Das steht in krassem Widerspruch zu den Empfehlungen aller Studien und offiziellen Plänen zur Mobilität in Meran (Grazer Studie, Knoflacher Studie, EURAC-Studie, Verkehrsplan). Es steht aber nicht im Widerspruch zu den offenen Wünschen einiger „Laubenkönige“.
Nach und nach entfaltet der Küchelbergtunnel seine Wirkung in der Meraner Innenstadt: mehr Verkehr, weniger Busse und Radfahrer. Wer aus ökologischen oder sozialen Gründen nicht mit dem Auto in die Tiefgarage in Laubennähe fährt, ist heute schon ein Bürger zweiter Klasse und wird sich nach Fertigstellung der Umfahrung samt Tiefgaragen am Kapuzinergarten und hinter den Lauben erst recht wie ein „Tepp“ vorkommen.
Marco Dalbosco
Bezirkssprecher der Grünen