Merano: la riforma del Piano Urbano del Traffico – una delusione.

IMG_20141110_0002Questa settimana il Consiglio Comunale di Merano deciderà sulla proposta di riforma del Piano Urbano del Traffico (PUT) dell’anno 2007. I Verdi di Merano hanno illustrato in una conferenza stampa le loro critiche:

La pianificazione che parte male:

  1. Per quale motivo ci serve un Masterplan (che costituisce un progetto preliminare al Piano Urbanistico Comunale [PUC]), se a poca distanza della sua approvazione si decidono 16 cambiamenti del PUC e si riforma il Piano Urbano del Traffico [PUT]?
  2. Per una riforma organica del PUT serve chiarezza sull’organizzazione dei flussi di traffico dai centri turistici del circondario (p.e. Scena, Tirolo) verso Merano che regolarmente intasano le strade cittadine. Per legge sarebbe previsto un Piano Urbano della Mobilità [PUM], il quale per ora non esiste. Nel Piano del Traffico viene accennato il fatto che il Comprensorio del Burgraviato sta elaborando un piano sovracomunale [NaMoBu], ma il Consiglio comunale, che dovrebbe approvare il PUT, non è per niente a conoscenza dei lavori e dei risultati. In­oltre: i rappresentanti delle linee bus SASA sono invitati a relazionare in Consiglio comunale un giorno DOPO a quello della votazione sul PUT.

Contenuto del PUT riformato:

Gli obiettivi del PUT riformato corrispondono in gran parte a quelli del Piano Urbano del traffico del 2007. Messaggio principale: Merano deve ridurre il traffico motorizzato individuale e incrementare il traffico sostenibile ed ecocompatibile: traffico pedonale e ciclistico e con mezzi pubblici. Gli interventi previsti nell’attuale PUT (lettera G) contraddicono gli obiettivi e peggiorano in misura rilevante gli interventi previsti nel 2007. Gli esempi più eclattanti sono:

  1. Il PUT 2007 prevedeva – anche in base alle raccomandazioni dello studio EURAC – che la zona a traffico limitato (Z.T.L.) del centro città sarebbe stata ampliata (da via delle Corse fino a via Alpini) dopo l’apertura del collegamento stradale della stazione alla MeBo; ora quest’im­portante progetto viene spostato a DOPO l’apertura del secondo lotto della circonvallazione nord-ovest (inizio lavori nel 2016 – fine lavori nel caso ottimale 2022, ma probabilmente molto più tardi visto i ritardi accumulati per il compimento del primo lotto). Anche progetti limitati come la conversione in Z.T.L. della sola via delle Corse non vengono presi in considerazione.
  2. La costruzione del parcheggio ‘park & ride’ presso la stazione ferroviaria, che viene ritenuta prioritaria da tutti i tecnici del traffico (e anche dal redattore dell’attuale PUT, che parla della necessità di almeno 500 posti macchina) si trova inserita tra le misure a medio-lungo termine.
  3. Il progetto del sistema di distribuzione merci in centro storico (urbane Warenlogistik) tramite mezzi a basso impatto ecologico, che nella relazione dell’attuale PUT viene sì menzionato, sparisce nella parte sui provvedimenti, mentre nel PUT del 2007 figurava ancora fra le misure da intraprendere a breve termine.
  4. Il ‘modal split’: Il PUT del 2007 aveva come obiettivo l’aumento del traffico pubblico del 5% e la riduzione del traffico privato del 10%. Tutti e due gli obiettivi non sono stati raggiunti. Anche il traffico ciclistico si è ridotto del 7,7 per cento (vedi pag. 23). Particolarmente grave è la riduzione dell’uso dei bus cittadini. Nel Piano si evidenzia che nel 2013 gli utenti dei mezzi pubblici sono diminuiti sensibilmente in confronto all’anno 2010 (linea 2 meno 21%, linea 3 meno 21%, linea 4 meno 9%). Si tenga presente che i risultati del 2014 (cioè DOPO la chiusura di corso Libertà) non sono ancora disponibili e che è da prevedere un’ul­teriore riduzione. Che fare? È vero che la relazione del PUT alla pag. 54 parla di “iniziative per facilitare il movimento e la fluidificazione dei mezzi nel loro tragitto (corsie riservate, semafori intelligenti ecc.), interventi per le zone di attesa (pensiline, marciapiedi ecc.) e verifiche delle frequenze e dei percorsi”. In concreto gli interventi a breve termine si riducono però a: – Spostamento linee da corso Libertà e corsie preferenziali in via Roma (in pratica appena 200 m da via Petrarca a via Ortwein) e – Potenziamento e miglioramento della linea ferroviaria Merano-Bolzano. Inoltre è previsto un piano particolareggiato per il trasporto pubblico urbano che a nostro avviso merita priorità assoluta.
  5. Parcheggi: Nella relazione si legge che la realizzazione di parcheggi nel centro cittadino va contro agli obiettivi di mitigazione del traffico del centro, a causa dell’effetto di richiamo del traffico (pag. 42) e che contrariamente a quanto ritenuto da alcuni, a Merano ci sono sufficienti posti macchina (pag. 39). A medio termine i parcheggi del centro dovranno essere organizzati per quanto possibili come parcheggi stabili per frontisti. In concreto nel parcheg­gio Cantina sociale di Lagundo dei 250 posti macchina dovrebbero rimanere a breve termine solo 105 a rotazione ai sensi della convenzione con il Comune (pag. 62). Purtroppo nella parte dei provvedimenti concreti (lettera G) non si legge niente di ciò.
  6. Lo stesso si deve constatare dello studio per la verifica dei diritti relativi a vecchi passaggi pedonali, presenti in molte zone della città, in parte caduti in disuso, che però valorizzano e favoriscano i movimenti pedonali (pag. 50).
  7. Come si può spostare il traffico motorizzato privato dai centri turistici di Scena e Tirolo sui mezzi pubblici? Questa questione nell’intero Piano non viene discussa, ci si limita alla constatazione che i comuni limitrofi e la Provincia mostrano poco interesse. Così sparisce del tutto anche la proposta di un parcheggio presso la polveriera (in prospettiva di un collegamento con Scena e Tirolo) e tantomeno si parla di una cabinovia per Scena; unicamente la cabinovia per Tirolo (quale: l’esistente?) risulta fra le misure a medio-lungo termine.

Conclusio: In questa legislatura la situazione del traffico a Merano si è peggiorata sensibilmente. Gli obiettivi fissati col Piano del Traffico del 2007: la riduzione considerevole del traffico motorizzato privato e l’incremento dell’uso della bicicletta e dei mezzi pubblici non sono stati raggiunti. Le misure stabilite dal nuovo PUT non invertiranno questa tendenza negativa: misure innovative per spostare il traffico dall’automobile a mezzi alternativi mancano del tutto, l’ampliamento della zona a traffico limitato nel centro città (via delle Corse) viene rimandato a tempo indeterminato (al minimo 8 anni), importanti progetti utili e necessari ma osteggiati da determinati gruppi (sistema di distribuzione merci in centro storico, conversione di parcheggi del centro in parcheggi per frontisti) vengono messi ad acta. Tirando le somme, la riforma del nuovo PUT si riduce ad alcuni miglioramenti in ambito di traffico pedonale e ciclistico, che disinnescano alcuni punti critici, ma è inadatta a raggiungere gli obiettivi prefissi.

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