„L’affare“ Zarenbrunn. Il sindaco Januth risponde a domande dei Verdi con astio inaccettabile. Che caduta di stile!

borodina“L’affare” Zarenbrunn solleva molte domande.

I Verdi le hanno poste in Consiglio comunale in modo pacato e serio concentrandosi su due aspetti fondamentali:

  1. Come è possibile che il presidente Durnwalder acquisisce per 6,8 milioni di Euro il complesso Zarenbrunn per affidare questa proprietà pubblica per 29 anni a titolo gratuito ad un’associazione privata “Borodina”, della quale – per di più – lui stesso è vicepresidente?  E come è possibile che una  proprietà pubblica possa essere messa a disposizione a privati senza alcuna garanzia che essa venga utilizzata esclusivamente per l’interesse pubblico?
  2. Come è possibile che il Comune di Merano si possa permettere di cedere Zarenbrunn alla Provincia rinunciando così ad una struttura sociale importante che attualmente offre alloggio a 41 persone anziane o bisognose di cura? Come pensa il Comune di trovare delle alternative equivalenti e come – più in generale – si pensa di poter sopperire al crescente bisogno di strutture per anziani? All’interrogazione dei Verdi all’amministrazione comunale in merito purtroppo fino ad oggi non è stata data risposta.

Dispiace che il sindaco di Merano, in una conferenza stampa convocata d’urgenza prima delle feste natalizie perda totalmente le staffe. Attaccando i Verdi a colpi bassi cerca di giustificare la contestata vendita di Zarenbrunn dichiarando che si tratta di un vero “affare” per la città di Merano. Inoltre illustra la quantità degli alloggi per anziani e dei posti per lungodegenti che a Merano saranno disponibili in futuro (!), cercando di dimostrare che bastano ed avanzano.

La nostra risposta in merito:

  1.  Alloggi per anziani: Il sindaco dice che in futuro (quando?) saranno a disposizione i 40 alloggi in via Toti. Questo è corretto. Però non dice che questi 40 alloggi corrispondono esattamente al numero degli alloggi presi in affitto dal comune nella Villa Maria e Villa Melchiori, di cui il comune ha dichiarato sempre di volersi disfare. (vedi l’intervento dell’assessore Gurschler in occasione della discussione dell’ultimo bilancio). Per le 18 persone anziane alloggiate nella villa Caterina (Zarenbrunn) non si intravedono soluzioni. Ciò significa in sintesi: neanche per le persone attualmente “sistemate” ci sono dei posti garantiti. E come sopperire allora alla crescente richiesta? Il programma dei progetti della legislatura 2010 – 2015 (citata nella delibera del Consiglio comunale riguardante la vendita di Zarenbrunn) parla del “ fabbisogno di complessivi 95 alloggi per persone anziane”. Togliendo gli alloggi da costruire in via Toti ne mancano 45 da realizzare entro il 2015.
  2.  Posti per lungodegenti: È in programma la realizzazione di novanta posti per lungodegenti entro il 2017 alla casa di cura “Fonte San Martino”. Speriamo che si riesca a rispettare i tempi di realizzazione. Ma anche nel caso auspicabile che si riesca a realizzare nel tempo previsto i 90 posti nuovi per lungodegenti rimangono dei dubbi seri se questi saranno sufficienti: attualmente ca. 40 persone di Merano si sono dovuti trasferire per mancanza di posto a Tesimo, nella vecchia casa di ricovero. Se vi aggiungiamo le 23 persone attualmente a Zarenbrunn, siamo già a quota 63. E con questa cifra non abbiamo tenuto conto né della situazione della cooperativa “Haus Sonnenschein” che offre spazi per 60-90 persone e la cui attività in futuro non è garantita, né dell’aumento della richiesta di posti per anziani per la riduzione dell’offerta di riabilitazione e post acuta della clinica Fonte San Martino, né della crescente richiesta per motivi demografici. Hanno espresso dubbi in questo senso sia il primario dott. Christian Wenter sia il presidente della fondazione Pitsch Hermann Raffeiner in diverse interviste ai giornali. Non si capisce veramente per quale motivo il sindaco ci risponde con un’aggressività inaudita se noi poniamo gli stessi quesiti.
  3.  Il sindaco gongola: La vendita di Zarenbrunn è un affare per Merano. E non ha tutti i torti, se si valuta il caso in modo molto limitato: la Provincia, di solito “tirchia” quando si tratta di mollare soldi ai comuni, in questo caso specifico è più che generosa: Compra il complesso Zarenbrunn per 6,8 milioni di Euro (ai quali si potrebbero aggiungere altre spese per un’e­ventuale ristrutturazione) e contribuisce in modo sostanziale all’ampliamento della clinica Fonte San Martino, i cui costi si aggirano sui 14,5 milioni di Euro. Ma ricordiamo al sindaco che l’intera transazione viene pagata con soldi pubblici il cui uso oculato dovrebbe essere rivendicato da tutti i cittadini, in primis dagli amministratori pubblici. Perciò questa improvvisa “generosità” da parte della Provincia per una transazione immobiliare eseguita in modo non trasparente per noi non è motivo di gongolare. Anzi: conferma la necessità di fare chiarezza sui veri motivi dell’affare Zarenbrunn.

Cristina Kury

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