Convenzione urbanistica tra il comune ed un privato

Il comune scambia diritti edificatori nel verde agricolo e senza obbligo di convenzione contro la superficie per un campo giochi.

I Verdi si oppongono decisamente a questa “svendita”

Per la realizzazione del parco giochi di cui vi è urgente necessità, e la cui mancata realizzazione ricade sulle amministrazioni precedenti, il comune deve trovare finalmente i mezzi finanziari.

1) La convenzione urbanistica prevista a Merano

Un privato vende al comune un’area destinata a parco giochi di 2.197 m² (euro 833.278) in via Wolf e un’area con destinazione urbanistica di verde agricolo di 1.091 m² a Quarazze (euro 109.100). Sulla prima area è previsto un parco giochi, sulla seconda un’area per le feste delle associazioni. Come contropartita il comune offre al privato diritti edificatori di 1.200 m³ (2 edifici)  nel verde agricolo in una zona pregiatissima (via Walser). Secondo la relazione il valore di tali diritti è di 396.000 euro.

2) Il problema:

a) nel verde agricolo verranno costruite due case di 600 m³ ciascuna. La costruzione è in contraddizione con la pianificazione urbanistica per uno sviluppo organico della città. Tale tendenza all’edificazione selvaggia nel verde agricolo è un problema di tutta la provincia e viene regolarmente criticato. Da anni si costruisce di più nelle zone che non hanno destinazione edilizia che in quelle previste. In tal modo si hanno notevoli costi per la collettività, aumenta la parcellizzazione del territorio e si riducono le aree di verde agricolo.

b) i due edifici non sottostanno all’obbligo di convenzionamento e possono dunque essere venduti sul mercato al miglior offerente. In tal modo si accresce il valore per il privato mentre la collettività si accolla le conseguenze negative del fenomeno delle seconde case, un fenomeno che è stato definito “svendita della Heimat”.

c) il valore dello scambio non corrisponde al valore di mercato. Per l’area destinata a parco giochi (2.197 m²) il comune vuole pagare più del doppio del valore del diritto di edificazione per le due case a  600 m³ l’una, case che si trovano in un area di pregio e prive dell’onere della convenzione.

3) Il comune metta finalmente a disposizione i soldi per la realizzazione del parco giochi.

Ormai sono due decenni che si parla della realizzazione di un parco giochi in via Wolf. Il comune non ha previsto un parco giochi (obbligo di legge) quando è stata realizzata la zona di espansione adiacente, e ciò è grave. E questa è la ragione per cui, oggi, per la realizzazione del parco giochi è alla mercé di un privato. Tuttavia, è ora che l‘ amministrazione trovi finalmente i soldi per la realizzazione del parco giochi, per esempio attingendo ai dividendi che saranno versati da AE, e che permetterebbero di comprare l’area con una regolare procedura di esproprio senza svendere diritti edificatori nel verde agricolo. Tanto più che la convenzione urbanistica in oggetto fissa come valore dell’area il valore di esproprio.

 I Verdi si oppongono decisamente alla convenzione urbanistica in oggetto che permette la costruzione di due case nel verde agricolo e senza obbligo di convenzione.

 I Verdi chiedono

  • al Comune di rinunciare alla convenzione urbanistica in oggetto e di trovare i mezzi finanziari necessari alla realizzazione del campo giochi
  • alla Provincia a ripensare finalmente la legge per le convenzioni urbanistiche: la vendita di diritti edificatori in contraddizione con la destinazione urbanistica può portare ai comuni dei vantaggi nell’immediato, ma alla lunga prevalgono i danni e i costi per la collettività derivanti da una edificazione selvaggia.

 

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