AVANTI TUTTA, PIANO, QUASI FERMI, INDIETRO!

Bilancio di metà legislatura a Merano.

Ratsfraktion_2Autocelebrazione a spese del contribuente della giunta meranese: “sulla buona strada” (cosi il titolo dell’ultimo bollettino della giunta “Merano notizie”). Uno sguardo realistico agli avvenimenti salienti della prima metà della legislatura del sindaco Januth in coalizione con la lista Balzarini e la lista Genovese (stampellati da Lega ed Italia dei Valori) presenta tutt’altro quadro:

  1. Le dimissioni dell’assessore SVP Heidi Siebenförcher ed il caso “Kaufleute aktiv“. Secondo l’atto di accusa del procuratore della repubblica „Kaufleute aktiv“ è accusata di associazione a delinquere che per anni ha falsamente posto alla base della richiesta di contributi il carattere volontario della propria attività e con falsi bilanci e false fatture ha ottenuto dal comune negli anni 2006-2010 contributi illegittimi per più di 400.000 euro. Negli ultimi tempi la “Tageszeitung”, basandosi sugli atti della procura ha evidenziato come “Kaufleute aktiv“ abbia contribuito alle campagne elettorali di alcuni candidati e correnti SVP. A proposito del ruolo del Comune: rileviamo scarsi controlli da parte del Comune in tutti gli anni di contributi a “Kauf­leute aktiv”, nonostante che all’interno della SVP la maggior parte dei suoi esponenti e il sindaco fossero informati della situazione, tentativi di minimizzare la cosa fin quando è stato possibile vedasi ad esempio il voto contrario della maggioranza alla proposta di istituire una commissione d’inchiesta.
  1. Il caso “jungle”. La responsabilità del direttivo, costituito in gran parte da esponenti politici, per le perdite dell’associazione non è stata chiarita a tutt’oggi. Resta il fatto che a tutt’oggi l’attività del centro giovanile è molto modesta. Manca un progetto organico per il rilancio dell’attività nel settore giovanile.
  1. Il caso “Remtec”. L’autorizzazione è stata concessa per un impianto con una capacità fino a 250.000 tonnellate per rifiuti pericolosi e non pericolosi alle porte della città ed ha provocato un forte movimento di protesta non solo nelle immediate vicinanze dell’impianto ma anche in tutta la città e nei comuni limitrofi. In breve tempo sono state raccolte 8000 firme contro l’impianto. Il ruolo del Comune: nel corso del procedimento di autorizzazione da parte della Provincia il Comune non si è avvalso del diritto di fornire parere negativo. Solo a fatto compiuto e dopo la sollevazione popolare il Comune si è impegnato per ottenere delle “misure migliorative”. Al momento i vicini segnalano il persistere di nuovi e vecchi problemi (invasione di vermi, puzza ecc.) dovuti alla scelta di un sito inadeguato.
  1. Il caso “Hotel Terme”. L’albergo costruito dalla Provincia ad un costo di 42 milioni di euro (costi di realizzazione senza contare gli interessi ed il terreno) è stato venduto ad una società nel marzo del 2011 e dopo un tentativo andato a vuoto per una somma di 30,6 milioni, ma solo perché una variazione d’ufficio del PUC permette l’ampliamento dell’hotel nella misura di 17.600 m3. La speranza di vedere inserita la definizione  di “zona turistica” per il complesso, il che riporterebbe l’area sotto il controllo del Comune, è stata vanificata da un articolo della legge provinciale. L’hotel (ora privato) rimane una “zona di interesse pubblico provinciale”: un vero mostro urbanistico! Di conseguenza il Comune può esprimere solamente un parere non vincolante. Nel caso della costruzione del bistrot non è stata neanche concessa questa modesta possibilità. In tutta la vicenda il ruolo del Comune è stato caratterizzato come sempre da passività se non addirittura approvazione tacita.
  1. Il caso pari opportunità in Azienda Energetica. La maggioranza ha nominato esclusivamente membri del CdA maschili. La Consigliera di parità provinciale ha fatto ricorso al tribunale amministrativo vincendolo nel luglio del 2012. La sentenza ha confermato che nel CdA deve essere presente almeno una donna. Solo nel novembre 2012 la maggioranza ha ottemperato alla sentenza e ha nominato una donna la quale, però, sarà eletta dall’assemblea dei soci (Comuni di Bolzano e Merano) solo all’inizio del prossimo anno. La carente attenzione della maggioranza nei confronti delle donne risulta evidente se si considera che nella giunta (composta da nove membri – più dell’attuale giunta provinciale!) siede una sola donna. La commissione comunale per le pari opportunità (di cui fanno parte tutte le consigliere comunali) si è di fatto sciolta in seguito alle dimissioni della maggior parte delle consigliere che hanno così voluto protestare contro il diniego del sindaco e della maggioranza alle proposte di adeguamento dello statuto comunale alle vigenti leggi nazionali e provinciali sulle pari opportunità.

A proposito di alcuni ambiti cruciali:

†      Traffico e mobilità: La giunta continua ad insistere sull’idea che il tunnel di Monte Benedetto ed il garage in caverna porteranno la soluzione a tutti i problemi del traffico. E così si limita ad aspettare. La realtà è ben diversa:
-> la gara per il famigerato garage in caverna è andata deserta (e ciò nonostante che la convenzione attribuisca alla società una durata di 90 anni – quando lo stesso studio dell’ing. Fietta abbia dimostrato che si ha una redditività dell’investimento già con una durata di 50 anni)
-> il completamento del primo lotto (svincolo MeBo-stazione) porterà a gravi problemi per la circolazione nell’area della stazione; il finanziamento e la realizzazione del parcheggio di attestamento alla stazione (park and ride) non sono stati minimamente chiariti;
-> la realizzazione del secondo lotto (costo previsto 130 milioni) se mai verrà realizzato sta slittando a causa delle politiche di risparmio. Tanto più sarebbero allora necessari interventi concreti a breve nell’ambito della mobilità, come per esempio l’estensione della ZTL in via delle Corse (annunciata dalla maggioranza con il completamento del primo lotto), rifacimento di Corso Libertà a misura di pedone, revisione dei 2600 permessi, impegno contro i tagli annunciati dalla Provincia al servizio di trasporto pubblico, impegno per il rinnovo del parco bus con mezzi meno inquinanti e meno rumorosi, misure nell’ambito della mobilità ciclistica e pedonale, rifacimento dei marciapiedi, impegno per i progetti di mobilità innovativa ecc..

†      Abitazioni protette per anziani: Le soluzioni concrete vanno per le lunghe nonostante che il bisogno sia acuto. Le abitazioni previste in via Alpini sono sfumate con la bancarotta del gruppo Alber. Può succedere. Ciò che non dovrebbe succedere invece è che il Comune dimentichi di esigere i 400.000 euro dovuti per costi di costruzione – come recentemente ricordato dall’Alto Adige. Al momento le abitazioni dovrebbero essere realizzate in via Toti, ma il comitato sulla cultura edilizia della provincia consiglia di ritirare e rivedere la variazione urbanistica affrettata (contro la quale si è sollevata anche la protesta dei vicini).

†      Progetti che si trascinano in eterno: Ippodromo (da anni si parla di un uso multifunzionale), Museo (il sindaco Januth: “intanto chiudiamo quello piccolo in via delle Corse, così la gioia per quello nuovo sarà maggiore”), Cinema (3600 firme che aspettano ancora una risposta concreta), Masterplan (una chimera che dovrà fornire la risposta a tutte le questioni), Area delle caserme (nella quale si colloca tutto quello di cui c’è bisogno senza un minimo di coerenza).

Merano 14/12/2012

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